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IMU a Roma nel 2026: aliquote e calcolo
Roma tassa le seconde case con l’aliquota più alta consentita in Italia, ma il suo prospetto prevede una decina di eccezioni, soprattutto per commercio e terzo settore.
Verificato da Radif Partners
Il comune non ha ancora pubblicato il prospetto 2026: valgono le aliquote 2025 (delibera n. 182 del 19/12/2024). Se non lo pubblica entro il 28 ottobre 2026, restano valide anche per il saldo (comma 767).
Opzioni avanzate
IMU dovuta per il 2026 · Roma
1.915 €
| Base imponibile | 168.000 € |
| Aliquota applicata | 1,14 % |
| Acconto entro il 16 giugno 2026 | 958 € |
| Saldo entro il 16 dicembre 2026 | 958 € |
Righe del modello F24 (sezione IMU e altri tributi locali)
| Codice tributo | Codice ente | Rata | Importo |
|---|---|---|---|
| 3918 | H501 | Acconto | 958 € |
| 3918 | H501 | Saldo | 958 € |
A Roma l’IMU sugli altri fabbricati, cioè seconde case, appartamenti affittati, uffici e negozi, è all’1,14 %: il massimo ordinario dell’1,06 % più la maggiorazione ex TASI dello 0,08 %, che la capitale applica da prima del 2020. Un appartamento con 1.000 € di rendita catastale paga quindi 1.915 € l’anno, in due rate da 958 € il 16 giugno e il 16 dicembre. Le abitazioni principali di lusso (A/1, A/8, A/9) pagano lo 0,6 % con la detrazione di 200 €; i capannoni e gli altri immobili del gruppo D l’1,06 %, le aree fabbricabili l’1,14 %. Il prospetto in vigore è quello del 2025, perché al 2026-10-03 Roma non ha ancora pubblicato il 2026. Le aliquote ridotte riguardano edicole, botteghe storiche, alloggi popolari, teatri e cinema, immobili degli enti del terzo settore: le trovi nella tabella sotto il calcolatore.
Le aliquote IMU di Roma
Prospetto 2025 (delibera n. 182 del 19/12/2024), in vigore finché il comune non pubblica quello 2026.
| Fattispecie | Aliquota in vigore | Acconto di giugno |
|---|---|---|
| Altri fabbricati (seconde case, affitti, negozi, uffici) | 1,14 % | 1,14 % |
| Abitazione principale A/1, A/8, A/9 | 0,6 % | 0,6 % |
| Gruppo D (capannoni, alberghi) | 1,06 % | 1,06 % |
| Aree fabbricabili | 1,14 % | 1,14 % |
| Terreni agricoli | 1,06 % | 1,06 % |
| Fabbricati rurali strumentali | 0,1 % | 0,1 % |
Aliquote differenziate del prospetto
| Condizioni (testo del prospetto) | Aliquota |
|---|---|
| Categoria catastale: - D/3 Teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili (con fine di lucro) | 0,86 % |
| Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Requisiti soggettivi del soggetto passivo utilizzatore: ONLUS o altri enti del terzo settore | 0,86 % |
| Categoria catastale: - D/8 Fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un'attivita' commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni - Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Requisiti soggettivi del soggetto passivo utilizzatore: Utilizzatore diretto dell' immobile (tutti) - Destinazione d'uso: Immobili non produttivi di reddito fondiario (art. 43 T.U.I.R.) - Codice ATECO: 52.21.50 - Gestione di parcheggi e autorimesse | 0,86 % |
| Di proprietà di ONLUS o enti del terzo settore | 0,86 % |
| Di proprietà di ONLUS o enti del terzo settore | 0,86 % |
| Immobili di categoria A10, B, C - Requisiti del soggetto passivo: Di proprieta' di ONLUS o enti del terzo settore - Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Requisiti soggettivi del soggetto passivo utilizzatore: ONLUS o altri enti del terzo settore | 0,86 % |
| Alloggi regolarmente assegnati dagli IACP o dagli enti di edilizia residenziale pubblica aventi le stesse finalità | 0,76 % |
| Immobili di categoria C Categoria catastale: - C/1 Negozi e botteghe - C/3 Laboratori per arti e mestieri - Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Destinazione d'uso: Immobili non produttivi di reddito fondiario (art. 43 T.U.I.R.) - Limitatamente ad un solo immobile. | 0,86 % |
| Immobili di categoria C Categoria catastale: - C/1 Negozi e botteghe - Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili locati o concessi in comodato o utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Destinazione d'uso: Utilizzato per attivita' produttiva e/o commerciale o per l'esercizio di arti e professioni - Codice ATECO: 47.62.10 - Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici | 0,86 % |
| Immobili di categoria C Categoria catastale: - C/1 Negozi e botteghe - C/3 Laboratori per arti e mestieri - Fabbricati a disposizione o utilizzati: Immobili locati o concessi in comodato o utilizzati direttamente dal soggetto passivo - Destinazione d'uso: Bottega storica o artigiana | 0,86 % |
La maggiorazione che pochi comuni hanno
Solo i comuni che nel 2015 applicavano la maggiorazione TASI e l’hanno confermata fino al 2019 possono superare l’1,06 %: tra i capoluoghi di provincia, oltre a Roma, lo fanno 15: Ascoli Piceno, Brescia, Brindisi, Chieti, Matera, Milano, Modena, Potenza, Rieti, Savona, Verona, Siena, Lecce, Venezia, Agrigento. Per una casa da 1.000 € di rendita la differenza rispetto a un comune al massimo ordinario è di 134 € l’anno. È la ragione per cui un romano che eredita una casa in provincia, a parità di rendita, paga spesso di meno fuori città.
Negozi, edicole e botteghe storiche
Il prospetto di Roma usa la possibilità di differenziare per attività: un negozio C/1 o un laboratorio C/3 usato direttamente dal proprietario come immobile non produttivo di reddito fondiario paga lo 0,86 % su un solo immobile; lo stesso vale per i negozi locati o usati come edicola e per le botteghe storiche o artigiane. Un negozio da 2 500 euro di rendita ordinario paga 1.646 €, come edicola 1.242 €. La condizione è nell’uso effettivo dell’immobile, non nel nome dell’insegna.
Terzo settore, alloggi popolari, teatri
Gli immobili delle ONLUS e degli enti del terzo settore usati direttamente da loro, comprese aree e terreni, pagano lo 0,86 %; gli alloggi regolarmente assegnati dagli ex IACP lo 0,76 %. Teatri e cinema D/3 e i fabbricati commerciali D/8 usati direttamente dal proprietario hanno lo 0,86 % invece dell’1,06 % del gruppo D. Roma ha scelto anche di assimilare all’abitazione principale la casa dell’anziano o del disabile ricoverato in modo permanente, purché non sia affittata.
Abitazioni di lusso in centro
Nel centro storico molte abitazioni principali sono accatastate A/1 o A/8 e quindi pagano l’IMU anche se sono la residenza del proprietario. Con lo 0,6 % una casa A/8 da 3 500 euro di rendita paga 3.328 € dopo la detrazione. Il codice tributo è 3912, il codice ente H501: lo stesso per tutti i municipi, perché il soggetto attivo è il comune di Roma Capitale.
Domande frequenti
Perché a Roma l’IMU sulla seconda casa è all’1,14 % e non all’1,06 %?
Perché Roma applica la maggiorazione dello 0,08 % che la legge 160 del 2019 (comma 755) consente ai comuni che la applicavano già come TASI fino al 2019. Su una casa con 1.000 € di rendita la maggiorazione costa 134 € l’anno in più rispetto al massimo ordinario. Il comune può solo ridurla, non aumentarla.
Roma ha pubblicato le aliquote IMU 2026?
Al 2026-10-03 sul sito del Dipartimento delle Finanze c’è il prospetto 2025, approvato con delibera n. 182 del 19/12/2024, e non ancora quello 2026. Se Roma non lo pubblica entro il 28 ottobre 2026, le aliquote 2025 valgono anche per il saldo di dicembre, come prevede il comma 767.
Chi ha un’edicola o una bottega storica a Roma paga meno IMU?
Sì, se l’immobile è un negozio C/1 usato per quell’attività: il prospetto di Roma prevede lo 0,86 % per le edicole (codice ATECO 47.62.10) e lo 0,86 % per le botteghe storiche o artigiane, invece dell’1,14 %. Su un negozio con 2 500 euro di rendita fa 404 € di risparmio all’anno.
Calcolatori e guide collegati
Fonti
A cura di Radif Partners
Editore di calcolatori e guide pratiche · IMU e fiscalità immobiliare locale
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