IMU sui capannoni e sugli immobili del gruppo D: Stato, comune e codici F24
Opifici, alberghi, centri commerciali, impianti sportivi a scopo di lucro: il gruppo catastale D raccoglie gli immobili produttivi, e la loro IMU si divide tra Stato e comune.
Verificato da Radif Partners · Politica editoriale
Gli immobili del gruppo catastale D, cioè opifici, capannoni industriali, alberghi, cinema, case di cura private, centri commerciali e fabbricati per attività speciali, pagano l’IMU con un’aliquota di base dello 0,86 %. Il comune può alzarla fino all’1,06 %, oltre con la maggiorazione ex TASI, ma non può scendere sotto lo 0,76 %, perché quella parte è riservata allo Stato (commi 744 e 753 della legge 160 del 2019). La base imponibile è la rendita catastale aumentata del 5 % e moltiplicata per 65, oppure per 80 per banche e assicurazioni in D/5. Un capannone con 12.000 € di rendita, all’1,06 %, paga 8.681 € l’anno: 6.224 € allo Stato con il codice 3925 e 2.457 € al comune con il codice 3930. Al minimo dello 0,76 % l’imposta scende a 6.224 €, interamente statale. I fabbricati rurali strumentali in D/10 seguono invece un’aliquota a parte.
IMU su un capannone: Stato e comune
IMU 2026
5.788 €
| Quota Stato 0,76 % (3925) | 4.150 € |
| Quota comune (3930) | 1.638 € |
| Base (×65) | 546.000 € |
Un’imposta con due destinatari
Il comma 744 riserva allo Stato il gettito degli immobili produttivi del gruppo D calcolato all’aliquota dello 0,76 %. Il comune incassa soltanto quello che eccede, se ha deliberato un’aliquota più alta. La riserva non si applica agli immobili del gruppo D posseduti dal comune stesso sul proprio territorio. L’accertamento e la riscossione restano però comunali anche per la parte statale: in caso di controllo è il comune a contestare l’omesso versamento e a trattenere imposta, interessi e sanzioni recuperati.
Questa ripartizione spiega perché il calcolatore separa le due quote e produce quattro righe di F24 invece di due.
| Codice tributo | Destinatario | Scadenza | Importo |
|---|---|---|---|
| 3925 | Stato | 16 giugno | 3.112 € |
| 3930 | Comune | 16 giugno | 1.229 € |
| 3925 | Stato | 16 dicembre | 3.112 € |
| 3930 | Comune | 16 dicembre | 1.229 € |
Moltiplicatori: 65 e 80
Per il gruppo D il comma 745 fissa un moltiplicatore di 65, il più basso dopo quello dei negozi. La sola eccezione è la categoria D/5, istituti di credito, cambio e assicurazione, che ha un moltiplicatore di 80. A parità di rendita, uno sportello bancario paga quindi più di un capannone: con 12.000 € di rendita all’1,06 % l’IMU di un D/5 è 10.685 €, contro 8.681 € di un opificio.
Per i fabbricati del gruppo D non ancora iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, il comma 746 fa riferimento al valore contabile aggiornato con coefficienti ministeriali, fino alla richiesta di attribuzione della rendita.
Le aliquote dei comuni per il gruppo D
Nei 7.357 prospetti letti l’aliquota più diffusa per il gruppo D è il massimo ordinario. 489 comuni applicano il minimo dello 0,76 %, rinunciando a ogni incasso proprio su questi immobili, mentre 104 superano l’1,06 % grazie alla maggiorazione ex TASI. Per ogni aliquota, ecco come si divide l’imposta del capannone di esempio.
| Aliquota | Comuni | Quota Stato | Quota comune | Totale |
|---|---|---|---|---|
| 1,06 % | 3.325 | 6.224 € | 2.457 € | 8.681 € |
| 0,86 % | 676 | 6.224 € | 819 € | 7.043 € |
| 0,96 % | 574 | 6.224 € | 1.638 € | 7.862 € |
| 0,76 % | 489 | 6.224 € | 0 € | 6.224 € |
| 1 % | 435 | 6.224 € | 1.966 € | 8.190 € |
Aliquote mirate: opifici, alberghi, cinema
Il prospetto consente ai comuni di distinguere tra le categorie del gruppo D e tra le condizioni d’uso. Lo hanno fatto in molti: 272 comuni prevedono un’aliquota specifica che riguarda gli opifici D/1, 191 una per gli alberghi e le pensioni D/2, 125 una per teatri e cinema D/3. Torino riduce l’aliquota per gli opifici e i fabbricati industriali utilizzati direttamente da imprese, Genova per le start-up innovative del settore della ricerca, Firenze per le attività in zone colpite dall’abbandono commerciale, Bologna e Milano per le sale cinematografiche. Il calcolatore mostra queste aliquote sotto il risultato quando il comune scelto le prevede.
Leasing, immobili merce e fabbricati in costruzione
Nel leasing immobiliare l’IMU è a carico dell’utilizzatore dalla firma del contratto e per tutta la sua durata, anche per immobili da costruire o in costruzione (comma 743). Gli immobili costruiti dall’impresa per la vendita sono esenti dal 2022 finché non vengono venduti né locati (comma 751). Un capannone nuovo comincia a pagare come fabbricato dalla data di ultimazione dei lavori o da quella del primo utilizzo, se precedente; prima, come area fabbricabile sul valore del terreno.
Acconto e saldo per le imprese
Le scadenze sono quelle di tutti: 16 giugno e 16 dicembre, con l’acconto calcolato sulle aliquote dell’anno precedente e il saldo a conguaglio. Per le imprese che pagano importi elevati il conguaglio di dicembre può essere rilevante se il comune ha cambiato aliquota. Ogni riga dell’F24 si arrotonda all’euro separatamente, per cui la somma delle righe può differire di qualche euro dall’imposta teorica. Le guide su acconto e saldo mostrano il calcolo rata per rata.
Capannone inagibile o sfitto
Un capannone vuoto paga come uno utilizzato, salvo diverse aliquote del comune per gli immobili a disposizione. Se è dichiarato inagibile o inabitabile e di fatto non utilizzato, la base imponibile si dimezza per il periodo in cui sussistono le condizioni (comma 747, lettera b), con perizia dell’ufficio tecnico comunale o dichiarazione sostitutiva di un tecnico abilitato. La quota statale si riduce nella stessa proporzione.