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Acconto IMU 2026: quanto pagare entro il 16 giugno

La prima rata dell’IMU si paga a metà giugno, prima che il comune abbia chiuso le aliquote dell’anno: per questo la legge la aggancia a quelle dell’anno prima.

Verificato da Radif Partners · Politica editoriale

L’acconto IMU 2026 andava versato entro il 16 giugno 2026 ed è pari all’imposta dovuta per il primo semestre, calcolata con l’aliquota e la detrazione dei dodici mesi dell’anno precedente (art. 1, comma 762, della legge 160 del 2019). In pratica, per chi possiede l’immobile da gennaio, è la metà dell’IMU annua calcolata con le aliquote 2025 del comune. Un appartamento A/2 con 900 € di rendita, tenuto come seconda casa in un comune che applica l’1,06 %, ha un’imposta annua di 1.603 € e un acconto di 801 €, che nel modello F24 si arrotonda a 801 €. Chi ha comprato o venduto nel corso del semestre paga solo i mesi di possesso tra gennaio e giugno. Il conguaglio con le aliquote 2026 arriva con il saldo di dicembre: se il comune le ha alzate, la seconda rata è più pesante della prima, e viceversa.

Il tuo acconto IMU di giugno

Acconto entro il 16 giugno

712 €

In F24 (arrotondato)712 €
Rata unica a giugno1.425 €

Con l’aliquota dell’anno precedente.

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Perché la prima rata usa le aliquote dell’anno prima

A giugno molti comuni non hanno ancora pubblicato il prospetto dell’anno: possono farlo fino al 28 ottobre 2026, inserendolo nel Portale del federalismo fiscale entro il 14 ottobre 2026. La legge risolve il problema separando le due rate. La prima si calcola con aliquote certe, quelle dei dodici mesi precedenti; la seconda corregge il tiro una volta che le aliquote nuove sono note. Il contribuente non deve indovinare nulla: gli basta il prospetto dell’anno scorso.

Oggi 5.057 comuni hanno già un prospetto 2026, mentre 2.300 sono ancora fermi al 2025. Per questi ultimi l’acconto e il saldo coincidono, almeno finché non arriva un prospetto nuovo; per i primi la differenza dipende da quanto è cambiata l’aliquota. Il calcolatore lo fa da solo: per ogni comune usa il prospetto 2025 per la rata di giugno e quello 2026 per la rata di dicembre.

Quando l’acconto non è la metà

La metà vale per chi possiede tutto l’anno con la stessa quota. Negli altri casi conta il primo semestre. Un mese si computa se il possesso dura più della metà dei suoi giorni, e il giorno del rogito va all’acquirente (comma 761). Chi compra a settembre non paga nulla a giugno e versa tutto a dicembre; chi vende a fine aprile paga a giugno i quattro mesi da gennaio ad aprile e a dicembre non deve più niente.

Acconto di un A/2 con 900 € di rendita all’1,06 %, secondo i mesi di possesso
Mesi posseduti nel 2026Comprato in corso d’annoVenduto in corso d’anno
12801 €801 €
9401 €801 €
60 €801 €
30 €401 €

Un esempio: con quattro mesi di possesso, da settembre a dicembre, l’acconto è 0 € e il saldo 534 €; il venditore della stessa casa, che l’ha avuta otto mesi da gennaio, paga 801 € a giugno e 267 € a dicembre. La somma dei due è l’imposta di un anno intero.

Comuni che hanno cambiato aliquota

Tra i prospetti 2025 e 2026 abbiamo trovato 229 comuni che hanno modificato l’aliquota degli altri fabbricati. Per i loro contribuenti l’acconto calcolato con la vecchia aliquota non è la metà dell’imposta definitiva. La tabella mostra quattro casi reali per la stessa casa da 900 € di rendita.

ComuneAliquota 2025Aliquota 2026AccontoSaldo
Vicopisano (PI)0,76 %1,06 %575 €1.028 €
Leini (TO)1,02 %1,06 %771 €832 €
Filiano (PZ)0,83 %1,06 %627 €975 €
Caprie (TO)0,98 %1,02 %741 €801 €

Chi in questi comuni avesse pagato a giugno la metà dell’imposta calcolata con l’aliquota nuova non ha commesso un errore grave: ha anticipato una parte del saldo. Chi invece ha pagato con l’aliquota vecchia ha fatto esattamente ciò che chiede la legge e regola tutto a dicembre.

La rata unica di giugno

Il comma 762 permette di pagare l’intera imposta annua entro il 16 giugno. È una scelta pratica per chi possiede un solo immobile e vuole un unico F24. Il rischio è minimo se il comune ha già pubblicato il prospetto 2026; se non l’ha fatto, la rata unica si basa sulle aliquote 2025 e un aumento deciso entro ottobre andrebbe integrato a dicembre. In caso di riduzione, la parte versata in più si recupera con una domanda di rimborso o, dove il regolamento lo prevede, in compensazione.

L’acconto della casa di lusso e delle detrazioni

Per l’abitazione principale accatastata A/1, A/8 o A/9 l’acconto tiene conto della detrazione di 200 €, rapportata ai mesi: a giugno se ne usa la metà, sei mesi su dodici. Lo stesso vale per le riduzioni: il comodato registrato, l’immobile storico e quello inagibile dimezzano la base imponibile anche nella prima rata, e il canone concordato porta l’imposta al 75 % fin da giugno. Le guide su abitazioni di lusso e comodato mostrano i conti.

Compilare l’F24 della prima rata

Il versamento si fa solo con il modello F24 o con il bollettino postale dedicato (comma 765). Nella sezione «IMU e altri tributi locali» ogni riga contiene il codice catastale del comune, il codice tributo, la casella «Acconto», il numero degli immobili e l’anno 2026. Gli importi di ogni riga si arrotondano all’euro: per difetto fino a 49 centesimi, per eccesso oltre (legge 296 del 2006, comma 166). Un acconto di 801,36 € diventa 801 €. Per un capannone del gruppo D servono due righe, la quota dello Stato con il codice 3925 e quella del comune con il 3930: i dettagli sono nella guida ai codici tributo F24.

Se la scadenza è passata

Chi non ha pagato entro il 16 giugno 2026 può regolarizzare da solo con il ravvedimento operoso, finché il comune non ha avviato un controllo: la sanzione piena del 25 % scende alla metà entro novanta giorni e il ravvedimento la riduce ancora a un decimo nei primi trenta giorni. Pagare l’acconto insieme al saldo di dicembre non cancella il ritardo della prima rata: conviene regolarizzarla subito, perché la sanzione cresce con il passare dei giorni.

Domande frequenti

L’acconto IMU di giugno è sempre la metà dell’imposta annua?

Solo se possiedi l’immobile tutto l’anno e l’aliquota non cambia. L’acconto è l’imposta del primo semestre calcolata con l’aliquota dell’anno precedente (comma 762): con 900 € di rendita all’1,06 % sono 801 € su 1.603 €. Se compri a settembre non devi nulla a giugno; se il comune ha alzato l’aliquota nel 2026, la differenza arriva col saldo.

Posso pagare l’IMU in un’unica rata a giugno?

Sì, la legge lascia al contribuente la facoltà di versare l’intera imposta annua entro il 16 giugno 2026 (comma 762). Conviene se l’aliquota del comune è già nota e stabile; se il prospetto 2026 non è ancora pubblicato, chi paga tutto a giugno usa le aliquote 2025 e, se a ottobre cambiano, deve integrare o chiedere il rimborso.

Ho pagato l’acconto in ritardo di pochi giorni: quanto costa?

Entro 15 giorni la sanzione, già dimezzata al 12,5 %, si riduce a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo e poi, con il ravvedimento, a un decimo: su 500 € di imposta pagati con dieci giorni di ritardo la sanzione è 4,17 €, più gli interessi al tasso legale giorno per giorno (D.Lgs. 471/1997 e 472/1997, art. 13).

Nell’F24 dell’acconto quale casella devo barrare?

Nella sezione «IMU e altri tributi locali» si barra la casella «Acconto», si indica il codice catastale del comune, il codice tributo (3918 per una seconda casa, 3912 per l’abitazione di lusso), il numero di immobili e l’anno di riferimento 2026. Se paghi in un’unica soluzione barri sia «Acconto» sia «Saldo».

Calcolatori e guide collegati

Fonti

A cura di

Editore di calcolatori e guide pratiche · IMU e fiscalità immobiliare locale

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