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IMU sui negozi C/1: come si calcola e dove si paga meno

Botteghe, negozi di vicinato, locali commerciali al piano terra: la categoria C/1 ha il moltiplicatore più basso dell’IMU, ma molti comuni ne fanno una fattispecie a sé.

Verificato da Radif Partners · Politica editoriale

Un negozio accatastato in categoria C/1 paga l’IMU come «altro fabbricato», ma con il moltiplicatore più basso di tutto il sistema: la rendita della visura si aumenta del 5 % e si moltiplica per 55, contro 160 di un’abitazione (comma 745 della legge 160 del 2019). Un negozio con 2.200 € di rendita ha quindi una base imponibile di 127.050 € e, con l’aliquota massima ordinaria dell’1,06 %, paga 1.347 € l’anno, in due rate da 673 €, con il codice tributo 3918. Paga sempre il proprietario, anche se il locale è affittato. Il dato più interessante è nei prospetti: 818 comuni su 7.357 prevedono aliquote particolari che riguardano i negozi C/1, per esempio per quelli locati a canone registrato, utilizzati direttamente per un’attività, situati nel centro storico o gestiti come botteghe storiche. Prima di pagare conviene verificarle una per una.

IMU sul tuo negozio C/1

IMU 2026

1.224 €

Base (×55)115.500 €
Al mese102 €
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La categoria C/1 e il moltiplicatore 55

La categoria catastale C/1 comprende negozi e botteghe: locali al piano strada con vetrina, destinati alla vendita o a servizi al pubblico. Il comma 745 assegna loro un moltiplicatore di 55, il più basso dell’IMU: a parità di rendita, un negozio ha una base imponibile di circa un terzo rispetto a una casa. Non vanno confusi con i laboratori artigiani C/3, che hanno un moltiplicatore di 140, né con i grandi centri commerciali, che stanno nel gruppo D.

RenditaBase imponibileIMU a 1,06 %Al mese
800 €46.200 €490 €41 €
1.500 €86.625 €918 €77 €
2.200 €127.050 €1.347 €112 €
4.000 €231.000 €2.449 €204 €
8.000 €462.000 €4.897 €408 €

Le aliquote mirate dei comuni

Per la legge un negozio è un altro fabbricato e prende l’aliquota della categoria residuale. I comuni però possono differenziare, e i negozi sono la fattispecie su cui intervengono di più dopo le case in affitto. Nei prospetti letti le condizioni ricorrenti sono quattro: il negozio è locato o concesso in comodato con contratto registrato; è utilizzato direttamente dal proprietario per un’attività commerciale o professionale; si trova nel centro storico (31 comuni usano questo criterio); ospita una bottega storica o artigiana (20 comuni). Alcune città arrivano a distinguere per codice ATECO: Roma riduce l’aliquota per le edicole, Firenze per le librerie.

Negozio C/1 con 2.200 € di rendita: aliquota ordinaria e aliquota più bassa prevista per i C/1
CittàOrdinariaRidotta per C/1IMU ordinariaIMU ridotta
Roma1,14 %0,86 %1.448 €1.093 €
Milano1,14 %0,95 %1.448 €1.207 €
Firenze1,06 %0,46 %1.347 €584 €
Genova1,06 %0,96 %1.347 €1.220 €

La riduzione non è automatica: vale solo se il negozio rispetta tutte le condizioni scritte nel prospetto. Il calcolatore elenca le aliquote differenziate del comune scelto e le applica con un clic, ma la verifica delle condizioni resta tua.

Negozio sfitto, affittato o usato dal proprietario

Un negozio vuoto in attesa di un inquilino paga l’aliquota ordinaria, spesso il massimo. Un negozio affittato paga sul proprietario, con l’aliquota per i locati se il comune la prevede. La riduzione al 75 % del canone concordato riguarda soltanto le abitazioni e non si applica ai locali commerciali. Il commerciante che possiede il proprio negozio e vi lavora paga anche lui come proprietario, e in molti comuni trova un’aliquota dedicata per gli immobili utilizzati direttamente dal soggetto passivo.

Cambio di destinazione: da negozio a casa

Nei centri storici molti negozi chiusi vengono trasformati in abitazioni. Il cambio di categoria da C/1 ad A/2 o A/3, con il nuovo classamento, cambia l’IMU in due direzioni: il moltiplicatore passa da 55 a 160, mentre la rendita di solito scende. Le variazioni di rendita dovute a interventi edilizi hanno effetto dalla data di ultimazione dei lavori o del primo utilizzo (comma 745). Se l’ex negozio diventa la tua abitazione principale, dal mese del trasferimento della residenza smette di pagare.

Negozio inagibile o in ristrutturazione

Un locale commerciale dichiarato inagibile e di fatto non utilizzato ha la base dimezzata per il periodo in cui sussistono le condizioni (comma 747, lettera b). Se invece è in corso una ristrutturazione edilizia o un restauro ai sensi dell’articolo 3, comma 1, lettere c, d ed f, del DPR 380 del 2001, la base per la durata dei lavori diventa il valore dell’area, come spiegato nella guida sulle aree fabbricabili.

Versamento e codice tributo

L’IMU del negozio si versa con il codice 3918, lo stesso delle seconde case e degli uffici, e con il codice catastale del comune. Non c’è quota statale: quella esiste solo per il gruppo D. Acconto il 16 giugno con l’aliquota dell’anno precedente, saldo il 16 dicembre con quella del 2026. Se possiedi anche il magazzino C/2 o il box del negozio, ciascuno paga sulla propria rendita con il proprio moltiplicatore.

Se il comune cambia aliquota tra un anno e l’altro

L’acconto di giugno si paga con l’aliquota dell’anno precedente e il saldo di dicembre con quella nuova, recuperando la differenza. Se un comune porta i negozi dallo 0,86 % all’1,06 %, il proprietario di un C/1 con 2.200 € di rendita versa 546 € a giugno e 800 € a dicembre. Il totale annuo è quello della nuova aliquota, ma la seconda rata pesa di più: tra il 2025 e il 2026 centinaia di comuni hanno ritoccato l’aliquota degli altri fabbricati.

Domande frequenti

Il negozio che affitto a un commerciante: l’IMU la paga lui o io?

La paghi tu come proprietario: l’inquilino non è mai soggetto passivo dell’IMU (comma 743), anche se il contratto prova a trasferirgli l’onere. Con 2.200 € di rendita e l’aliquota dell’1,06 % sono 1.347 € l’anno, codice tributo 3918. Alcuni comuni applicano un’aliquota più bassa ai negozi locati con contratto registrato.

Perché il negozio paga meno IMU di un appartamento con la stessa rendita?

Perché il moltiplicatore della categoria C/1 è 55, contro 160 delle abitazioni (comma 745, lettera f). Con 2.200 € di rendita il negozio ha una base di 127.050 € e paga 1.347 €, l’appartamento 3.918 €. Le rendite dei negozi però sono in genere più alte a parità di metri quadri.

La bottega storica ha diritto a un’IMU ridotta?

Solo se il comune lo prevede nel prospetto. 20 comuni hanno un’aliquota specifica per botteghe storiche o artigiane, tra cui Roma e Firenze, di solito per immobili C/1 e C/3 utilizzati direttamente dal proprietario o da chi vi svolge l’attività. Il testo esatto delle condizioni è nel prospetto del comune.

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Fonti

A cura di

Editore di calcolatori e guide pratiche · IMU e fiscalità immobiliare locale

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