IMU sui fabbricati rurali strumentali: stalle, fienili e capannoni agricoli
Le costruzioni che servono all’attività agricola hanno un trattamento IMU a parte: un’aliquota bassissima, che il comune non può aumentare.
Verificato da Radif Partners · Politica editoriale
I fabbricati rurali ad uso strumentale, cioè le costruzioni che servono all’attività agricola come stalle, fienili, depositi per attrezzi e prodotti, serre e locali di trasformazione, pagano l’IMU con un’aliquota di base dello 0,1 %. È l’unica aliquota che i comuni possono solo ridurre, fino a zero, senza poterla alzare (comma 750 della legge 160 del 2019, che rinvia all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 557 del 1993 per la definizione). La base imponibile segue le regole dei fabbricati: rendita catastale aumentata del 5 % e moltiplicata per il coefficiente della categoria, 65 per un D/10. Un fabbricato D/10 con 1.500 € di rendita paga quindi 102 € l’anno, con il codice tributo 3913. Nei 7.357 prospetti che abbiamo letto, 4.749 comuni applicano l’aliquota piena e 2.423 l’hanno portata a zero, esentando di fatto i fabbricati agricoli.
IMU su un fabbricato rurale strumentale
IMU 2026 (codice 3913)
102 €
| Base imponibile (×65) | 102.375 € |
| Aliquota massima | 0,1 % |
Che cosa conta come fabbricato rurale strumentale
La qualifica dipende dalla funzione, non dall’aspetto dell’edificio. Il comma 750 rinvia all’articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 557 del 1993, che riconosce il carattere di ruralità alle costruzioni strumentali alle attività agricole dell’articolo 2135 del codice civile. Un capannone in cui l’azienda ripara i trattori, una cantina in cui vinifica la propria uva, un ricovero per gli animali rientrano nella definizione; lo stesso capannone affittato a un’impresa di logistica no.
Il prospetto delle aliquote ha una riga dedicata, «fabbricati rurali ad uso strumentale (inclusa la categoria catastale D/10)». La categoria D/10 è quella creata apposta per i fabbricati con funzioni produttive connesse alle attività agricole, ma un fabbricato strumentale può essere accatastato anche in altre categorie, come C/2 o C/6: è il suo uso agricolo a farlo rientrare nell’aliquota agevolata.
Un’aliquota che il comune può solo abbassare
Per quasi tutte le fattispecie la legge fissa una base e lascia al comune un margine in su e in giù. Per i fabbricati rurali il margine è solo verso il basso. Il risultato è una mappa molto netta: 4.749 comuni sui 7.357 letti applicano 0,1 %, 2.423 hanno scelto lo zero e appena 185 una misura intermedia. Anche tra le grandi città la scelta varia.
| Città | Aliquota |
|---|---|
| Roma | 0,1 % |
| Milano | 0,1 % |
| Napoli | 0,1 % |
| Torino | 0,1 % |
| Palermo | 0,1 % |
| Genova | 0,1 % |
| Bologna | 0,1 % |
| Firenze | 0,1 % |
| Bari | 0 % |
| Venezia | 0 % |
La base imponibile dipende dalla categoria
La formula è quella di ogni fabbricato: rendita della visura, più 5 %, per il moltiplicatore della categoria catastale. Il moltiplicatore cambia molto: 65 per un D/10, 160 per un magazzino C/2 o una stalla C/6, 140 per un laboratorio C/3. A parità di rendita, un deposito agricolo accatastato in C/2 ha quindi una base più che doppia rispetto a un D/10. La tabella confronta l’IMU di un fabbricato con 800 euro di rendita usato per l’agricoltura e lo stesso fabbricato senza uso agricolo, tassato all’1,06 %.
| Categoria | Moltiplicatore | IMU rurale a 0,1 % | IMU se non rurale (1,06 %) |
|---|---|---|---|
| D/10, fabbricato per funzioni produttive agricole | 65 | 55 € | 579 € |
| C/2, magazzino o deposito | 160 | 134 € | 1.425 € |
| C/6, stalla, scuderia, rimessa | 160 | 134 € | 1.425 € |
| C/3, laboratorio | 140 | 118 € | 1.247 € |
Abitazioni rurali: un’altra storia
La casa dell’agricoltore non è un fabbricato strumentale ai fini dell’aliquota. Se è l’abitazione principale e non appartiene alle categorie A/1, A/8 o A/9 è esente come qualunque prima casa; se è vuota o abitata da altri paga con l’aliquota degli altri fabbricati. Chi compra un casale con annessi agricoli deve quindi distinguere: la casa segue le regole delle abitazioni, la stalla o il fienile restano rurali solo se continuano a servire un’attività agricola.
I terreni agricoli intorno al fabbricato hanno un regime ancora diverso, con esenzioni per coltivatori diretti e comuni montani, e si versano con un altro codice tributo.
Quando un fabbricato rurale perde la qualifica
La cessazione dell’attività agricola cambia tutto. Un fienile abbandonato o un capannone agricolo affittato a terzi per altri usi non è più strumentale all’agricoltura e paga con l’aliquota del gruppo D o degli altri fabbricati, a seconda della categoria. Per un capannone del gruppo D questo significa passare da 0,1 % a un’aliquota che non può scendere sotto lo 0,76 %, con la quota statale da versare a parte: la guida sui capannoni del gruppo D spiega il calcolo.
Se invece un fabbricato rurale diventa inagibile e non è utilizzato, può beneficiare della riduzione del 50 % della base imponibile prevista dal comma 747, limitatamente al periodo in cui sussistono le condizioni.
Versamento con il codice 3913
L’IMU dei fabbricati rurali strumentali si versa interamente al comune, senza quota statale, con il codice tributo 3913 e il codice catastale del comune. Le scadenze sono quelle ordinarie, 16 giugno e 16 dicembre. Dove il comune ha azzerato l’aliquota non c’è nulla da versare, ma il fabbricato resta nel catasto con la sua rendita: se l’uso cambia, l’imposta torna dovuta con l’aliquota della nuova fattispecie, contando i mesi secondo la regola dei quindici giorni.
Proprietario e conduttore: chi paga
L’IMU è del proprietario o del titolare di un diritto reale come l’usufrutto, non di chi coltiva. Se affitti la stalla o il fienile a un’azienda agricola che li usa per la propria attività, restano strumentali all’agricoltura e paghi con l’aliquota rurale. Se i fabbricati sono in comproprietà tra due fratelli al 50 %, ciascuno versa la sua metà: su un D/10 con 1.500 € di rendita allo 0,1 % sono 51 € a testa, un importo così piccolo che l’arrotondamento all’euro di ogni rigo F24 diventa visibile.