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IMU con usufrutto e nuda proprietà: chi paga davvero

Quando la proprietà di una casa è divisa tra chi la usa e chi la riceverà, l’IMU non si divide: la paga uno solo, quello che ha il godimento del bene.

Verificato da Radif Partners · Politica editoriale

Con l’usufrutto l’IMU è interamente a carico dell’usufruttuario. Il comma 743 della legge 160 del 2019 individua come soggetti passivi il proprietario oppure il titolare di un diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi o superficie: quando sulla casa esiste uno di questi diritti, paga chi ne è titolare e il nudo proprietario non versa nulla, anche se è lui a figurare come proprietario nel rogito. Per un appartamento con 800 € di rendita, all’aliquota dell’1,06 %, l’usufruttuario paga 1.425 € l’anno, in due rate da 712 €. Se l’usufruttuario vive nella casa con la residenza, quella è la sua abitazione principale e, salvo le categorie di lusso, l’imposta non è dovuta da nessuno. Quando l’usufrutto si estingue, il nudo proprietario diventa pieno proprietario e paga dal mese in cui ha posseduto l’immobile per più della metà dei giorni. Lo stesso schema vale per il diritto di abitazione e per il leasing.

Usufruttuario o nudo proprietario: chi paga

IMU a carico dell’usufruttuario

1.425 €

Nudo proprietario0 €
Ogni rata712 €
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Chi è soggetto passivo, diritto per diritto

La legge non guarda a chi è proprietario sulla carta, ma a chi possiede il bene in senso tecnico, cioè a chi ne ha il godimento attraverso la proprietà o un diritto reale. La tabella mette in fila i casi.

SituazioneChi pagaNota
Piena proprietàProprietariopaga per intero sulla sua quota
Usufrutto e nuda proprietàUsufruttuarioil nudo proprietario non paga
Diritto d’uso o di abitazioneTitolare del dirittoil proprietario non paga
Diritto di superficieSuperficiariosul fabbricato costruito
EnfiteusiEnfiteutail concedente non paga
Locazione finanziaria (leasing)Locatariodalla stipula e per tutta la durata
Casa familiare assegnata dal giudiceGenitore assegnatarioesente come abitazione principale
Comodato o affittoProprietariocomodatario e inquilino non pagano

Il comodato e l’affitto non sono diritti reali ma contratti: chi abita gratis la casa di un parente o la prende in locazione non diventa soggetto passivo, e l’IMU resta del proprietario o dell’usufruttuario. Per il comodato a figli o genitori c’è però la riduzione della base, spiegata nella guida sul comodato d’uso gratuito.

Il caso tipico: genitori usufruttuari, figli nudi proprietari

Molte famiglie trasferiscono la casa ai figli riservandosi l’usufrutto, con una donazione o una vendita della nuda proprietà. Ai fini IMU il risultato è semplice. Se i genitori vivono nella casa con la residenza, è la loro abitazione principale ed è esente, salvo che sia di categoria A/1, A/8 o A/9. Se i genitori vivono altrove, l’usufruttuario paga come su una seconda casa, all’aliquota degli altri fabbricati. In nessun caso pagano i figli finché l’usufrutto dura.

Se l’usufrutto è congiunto e uno dei due genitori muore, decide l’atto: se prevede l’accrescimento, il superstite diventa usufruttuario dell’intero e l’IMU, se dovuta, è tutta sua; altrimenti la quota del defunto si riunisce alla nuda proprietà e i figli cominciano a pagare su quella quota.

Quote di usufrutto e obbligazioni autonome

Quando i titolari sono più di uno, ciascuno ha una propria obbligazione tributaria e paga sulla propria quota, tenendo conto dei propri requisiti: se uno dei due usufruttuari vive nella casa e l’altro no, il primo è esente sulla sua quota e il secondo paga sulla sua. Le agevolazioni e le esenzioni si applicano quota per quota (comma 743).

Appartamento A/2 con 800 € di rendita all’1,06 %
QuotaIMU annuaOgni rata
100 %1.425 €712 €
50 %712 €356 €
33 %475 €237 €
25 %356 €178 €

Quando l’usufrutto finisce in corso d’anno

Alla morte dell’usufruttuario, o alla scadenza fissata nell’atto, il nudo proprietario riunisce in sé la piena proprietà. Da quel momento è lui il soggetto passivo. I mesi si ripartiscono con la regola del comma 761: un mese conta per chi ha posseduto per più della metà dei giorni, e il giorno in cui cambia il possesso si conta a favore del nuovo possessore. Gli eredi dell’usufruttuario pagano per i mesi precedenti, se l’imposta era dovuta.

Ripartizione di 1.425 € annui secondo la data di estinzione
DataMesi usufruttuarioMesi nuovo pieno proprietarioIMU usufruttuarioIMU pieno proprietario
10/02/2026111119 €1.306 €
15/04/202639356 €1.068 €
16/04/202639356 €1.068 €
20/07/202675831 €594 €
05/10/2026931.068 €356 €

La tabella mostra l’effetto del confine di metà mese: il 15 aprile il mese resta all’usufruttuario, il 16 passa al pieno proprietario. Lo stesso calcolo, per una vendita, è nella guida sulla compravendita.

Diritto di abitazione, superficie ed enfiteusi

Il diritto di abitazione permette di abitare una casa per i bisogni propri e della famiglia. Chi ne è titolare è soggetto passivo IMU come l’usufruttuario. È il caso del coniuge superstite sulla casa familiare, trattato nella guida sull’immobile ereditato. Il superficiario, che ha costruito su suolo altrui, paga sul fabbricato; l’enfiteuta, istituto ormai raro, paga al posto del concedente.

Leasing immobiliare

Per gli immobili concessi in locazione finanziaria, anche da costruire o in costruzione, soggetto passivo è il locatario dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto. La società di leasing, che resta proprietaria, non paga. Per i fabbricati del gruppo D non accatastati, il valore si ricava dalle scritture contabili del locatore, che deve fornire i dati al locatario (comma 746).

Donare la nuda proprietà: l’effetto sull’IMU

Chi pensa di donare ai figli la nuda proprietà della casa tenendo l’usufrutto spesso si chiede se l’operazione cambi l’IMU. Non la cambia: prima della donazione il genitore pagava come proprietario, dopo paga come usufruttuario, con la stessa base imponibile e la stessa aliquota. Se la casa è la sua abitazione principale, resta esente. L’effetto si vede solo alla fine dell’usufrutto, quando il figlio diventa pieno proprietario e, se non vi abita, comincia a pagare come su una seconda casa. Diverso è il caso in cui il genitore cede anche l’usufrutto e si riserva solo un diritto di abitazione: anche il titolare del diritto di abitazione è soggetto passivo, quindi l’IMU resta comunque a lui finché vive nella casa o ne conserva il diritto.

Dichiarazione e controlli

Gli atti notarili che costituiscono o trasferiscono l’usufrutto confluiscono nelle banche dati catastali consultate dai comuni; la dichiarazione IMU serve soprattutto per le situazioni che il comune non può conoscere da solo. Per sapere se il tuo caso la richiede, la guida sulla dichiarazione IMU elenca i casi. Il codice tributo è quello della fattispecie: 3918 per l’abitazione non principale, 3912 per l’abitazione principale di lusso.

Domande frequenti

Il nudo proprietario deve pagare l’IMU?

No. Finché esiste l’usufrutto, soggetto passivo è l’usufruttuario, che paga l’intera imposta come se fosse il proprietario (legge 160/2019, comma 743). Il nudo proprietario comincia a pagare solo quando l’usufrutto si estingue, per esempio alla morte dell’usufruttuario, dal mese in cui acquista la piena proprietà secondo la regola dei quindici giorni.

Il genitore usufruttuario che vive nella casa paga l’IMU?

No, se vi ha la residenza anagrafica e la dimora abituale e la casa non è accatastata come A/1, A/8 o A/9: per lui è abitazione principale ed è esente. Il figlio nudo proprietario non paga comunque. Se invece il genitore vive altrove, l’usufruttuario paga l’IMU come su una seconda casa.

Due usufruttuari al 50 % devono fare un solo F24?

No. Ogni soggetto passivo ha un’obbligazione autonoma e versa la propria quota con il proprio F24 (comma 743). Con 800 € di rendita all’1,06 % ciascuno paga 712 €. Il comune può però stabilire nel regolamento che il versamento di un contitolare valga anche per gli altri (comma 777, lettera a).

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Fonti

A cura di

Editore di calcolatori e guide pratiche · IMU e fiscalità immobiliare locale

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