IMU 2026: che cosa è cambiato davvero
Ogni anno escono articoli sulle «novità IMU». Per il 2026 la legge è la stessa: a cambiare sono le aliquote dei comuni e il modo in cui vengono pubblicate.
Verificato da Radif Partners · Politica editoriale
Nel 2026 l’IMU si calcola come nel 2025: rendita catastale rivalutata del 5 %, moltiplicatori per categoria, aliquote di base dei commi da 748 a 754 della legge 160 del 2019, acconto il 16 giugno 2026 e saldo il 16 dicembre 2026. Le novità reali sono altrove. Dal 2025 l’unico atto che conta è il prospetto delle aliquote generato con l’applicazione del Dipartimento delle Finanze: una delibera senza prospetto non produce effetti, e chi non ne ha mai approvato uno conforme applica le aliquote di base. Per il 2026 i comuni hanno potuto usare l’applicazione dal 12 novembre 2025; 5.057 hanno già pubblicato il nuovo prospetto e 229 hanno cambiato l’aliquota delle seconde case, 194 al rialzo. Per una casa con 800 euro di rendita uno scarto di un decimo di punto vale circa 134 € l’anno. Sul fronte delle sanzioni, la riforma del 2024 ha portato al 25 % la sanzione per omesso versamento, mentre il nuovo testo unico si applicherà solo dal 2027.
Acconto 2025, saldo 2026: il conguaglio
Conguaglio a dicembre
108 €
| Acconto | 712 € |
| Saldo | 820 € |
Ciò che non cambia
Base imponibile, moltiplicatori, aliquote minime e massime, esenzione dell’abitazione principale non di lusso, detrazione di 200 € per le case A/1, A/8 e A/9, riduzioni per comodato, immobili storici e inagibili, canone concordato al 75 %, metà imposta per i pensionati residenti all’estero: tutto resta com’era. Restano invariate anche le date: due rate a giugno e dicembre, dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo, pubblicazione delle aliquote entro il 28 ottobre. Diffidare quindi dei titoli che annunciano «nuove regole» per tutti: le regole nazionali dell’IMU 2026 sono quelle del 2020.
Il prospetto delle aliquote come unica fonte
Il comma 757 impone ai comuni di redigere la delibera delle aliquote attraverso un’applicazione del Portale del federalismo fiscale, che genera un prospetto standard con le sole fattispecie ammesse dal decreto ministeriale. Una delibera approvata senza prospetto non produce effetti, e in caso di contrasto tra prospetto e regolamento prevale il prospetto (comma 764). Dal primo anno di applicazione obbligatoria, il 2025, un comune che non approva e pubblica un prospetto conforme applica le aliquote di base fissate dalla legge, non quelle che aveva deliberato a parole (comma 767, ultimo periodo). Nei nostri dati sono 42 i comuni in questa situazione, su 7.399 che applicano l’IMU.
Per il contribuente la conseguenza è positiva: il prospetto è leggibile, uguale in tutta Italia, e dice esattamente quale aliquota vale per quale immobile, comprese le aliquote ridotte per il canone concordato o il comodato e quelle più alte per le case a disposizione. È il documento che il nostro calcolatore legge per ogni comune.
Il calendario dei prospetti 2026
Secondo il decreto del 6 novembre 2025, l’applicazione per elaborare il prospetto 2026 è stata aperta ai comuni dal 12 novembre 2025. Molti hanno approvato le aliquote a dicembre, altri nei mesi successivi. Il termine perentorio per inserire prospetto e regolamento è il 14 ottobre 2026; il Dipartimento li pubblica entro il 28 ottobre 2026. Chi non arriva in tempo resta, per il 2026, sulle aliquote dell’anno prima. Al 3 ottobre 2026 i prospetti 2026 pubblicati erano 5.057, quelli ancora fermi al 2025 2.300.
Le aliquote che si sono mosse
Confrontando i prospetti 2025 e 2026 dello stesso comune, 229 comuni hanno cambiato l’aliquota degli altri fabbricati, cioè di seconde case, immobili affittati, negozi e uffici. La grande maggioranza, 194, l’ha alzata. Gli scarti vanno da pochi centesimi di punto fino a casi estremi, come un comune che ha portato l’aliquota da zero allo 0,86 % e uno che l’ha ridotta di quasi un punto intero.
| Comune | Aliquota 2025 | Aliquota 2026 | Differenza annua |
|---|---|---|---|
| Vicopisano (PI) | 0,76 % | 1,06 % | 403 € |
| Samo (RC) | 0,65 % | 0,9 % | 336 € |
| Moiola (CN) | 0,86 % | 1,06 % | 269 € |
| Oncino (CN) | 0 % | 0,86 % | 1.156 € |
| Cappadocia (AQ) | 1 % | 0,1 % | -1.210 € |
Per chi possiede in questi comuni, il cambiamento si vede tutto nel saldo di dicembre, perché l’acconto di giugno è calcolato con l’aliquota 2025. La guida sul saldo IMU mostra il conguaglio rata per rata.
Sanzioni: 25 % dal 2024, testo unico dal 2027
Il decreto legislativo 87 del 2024 ha fissato al 25 % la sanzione per omesso o tardivo versamento prevista dall’articolo 13 del decreto legislativo 471 del 1997, per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Resta la riduzione alla metà per i ritardi entro novanta giorni e a un quindicesimo per giorno entro quindici giorni. Con il ravvedimento operoso la sanzione scende ancora: un acconto di 1.000 € pagato a metà agosto costa 13,89 € di sanzione, più gli interessi al tasso legale.
Il D.Lgs. 173 del 2024 raccoglie tutte le sanzioni tributarie in un testo unico, ma il suo articolo 102 ne fissa l’applicazione dal 1° gennaio 2027. Per l’IMU 2026 valgono quindi ancora i decreti del 1997, come modificati nel 2024. Il calcolatore del ravvedimento applica queste regole.
Come verificare il proprio comune
Il modo più rapido è la ricerca delle aliquote per comune: indica se il prospetto è del 2026 o del 2025, le aliquote di tutte le fattispecie, le aliquote differenziate e le esenzioni decise dal comune, con il numero e la data della delibera. Lo stesso dato si trova nella sezione di ricerca del sito del Dipartimento delle Finanze. Chi vuole sapere se gli conviene di più una località o un’altra può usare il confronto tra comuni.